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25/06/2021

NEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA SONO 15 I MILIARDI DESTINATI AL SETTORI INNOVAZIONE E RICERCA.

Le risorse sono divise secondo le aree di intervento:  500 milioni per qualificare la didattica e le competenze universitarie avanzate; 250 milioni per l’orientamento attivo nella transizione scuola-lavoro; 1,51 miliardi per dottorati. Previste riforme e semplificazioni. Ministra Messa: “Straordinaria opportunità di investimento su capitale umano, ricerca e innovazione”
 
Sono 15 miliardi le risorse destinate all’università e alla ricerca all’interno del Pnrr. In particolare, come spiega il ministero, i fondi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza sono destinati agli “investimenti per i processi di innovazione e trasferimento tecnologico previsti nella Missione 4 ‘Istruzione e ricerca’”.

Gli stanziamenti sono divisi secondo delle specifiche aree di intervento. 

Previsti anche 250 milioni di euro per l’orientamento attivo nella transizione scuola-lavoro: si tratta di un programma rivolto agli studenti, a partire dal terzo anno della scuola superiore, che prevede corsi brevi erogati da docenti universitari e insegnanti scolastici “che consentiranno agli studenti di comprendere al meglio l’offerta dei percorsi didattici universitari e di colmare i gap presenti nelle competenze di base che sono richieste”.

600 milioni Ai Dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni segnalati dal mondo delle imprese e 480 milioni da fondi React-Eu per dottorati green e digital. 

Oltre 5,7 miliardi di euro sono dedicati a progetti di ricerca fondamentale e applicata con quote specifiche per finanziare proposte di giovani ricercatori, progetti di ricerca collaborativi e partenariati di università e centri di ricerca, estesi alle imprese. “In questa voce rientrano anche le misure, attuate dal Mise, degli investimenti Ipcei e dei partenariati per la ricerca e l’innovazione nel quadro del programma Horizon Europe”.

 Al potenziamento e alla creazione di Centri di Ricerca ed ecosistemi dell’innovazione sono destinati quasi 3 miliardi. In particolare, spiega il ministero, per la realizzazione e l’implementazione delle infrastrutture di ricerca e innovazione, di centri di trasferimento tecnologico e start-up sono destinati oltre 2,2 miliardi di euro: in questa voce sono comprese anche le misure, attuate dal Mise, “per il potenziamento e l’estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria e il finanziamento di start-up”.

 Il ministero dell’Università, inoltre, sottolinea che – accanto agli investimenti – l’altro aspetto centrale del Pnrr dedicato a “Istruzione e ricerca” riguarda riforme e semplificazioni. 

“Propedeutica per le misure previste nella componente ‘dalla ricerca all’impresa’ – spiega il ministero – sarà la riforma a supporto della ricerca e sviluppo, implementata da Mur e Mise attraverso la creazione di una cabina di regia interministeriale e l’emanazione di 2 decreti ministeriali: uno in ambito mobilità, per aumentare e sostenere la mobilità reciproca (attraverso incentivi) di figure di alto profilo (es. ricercatori e manager) tra università, infrastrutture di ricerca e aziende; l’altro in ambito semplificazione della gestione dei fondi per la ricerca”.

 “Il Pnrr rappresenta per noi tutti una straordinaria opportunità di investimento sul capitale umano, la ricerca e l’innovazione. Per la prima volta, infatti, grazie a importanti investimenti avremo l’opportunità di recuperare ritardi e superare divari che rallentano la crescita e aumentano la marginalizzazione”, ha detto la ministra dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa.

E ha aggiunto: “È l’occasione per avere, su un medio e lungo periodo, un Paese più innovativo, internazionale, oltre che un Paese anche per giovani e donne. Allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che il Pnrr è una ‘piattaforma temporanea’ che va integrata, in un’ottica di sistema, con tutti gli altri strumenti e le risorse di cui disponiamo. Ora si apre un’importante stagione di riforme normative e di semplificazione delle procedure, per rendere attuative, nel tempo, le azioni che daranno il via a un circolo virtuoso”.